La vitamina C è un antiossidante essenziale che il nostro organismo non è in grado di produrre: deve arrivare dall’esterno. Partecipa al funzionamento del sistema immunitario e alla produzione di collagene. Protegge inoltre le cellule dallo stress ossidativo.
Per bocca l’assorbimento ha un limite. Oltre una certa dose l’intestino non ne assorbe di più e l’eccesso viene eliminato. La via endovenosa supera questo limite: permette di raggiungere nel sangue concentrazioni molto più alte di quelle ottenibili con alimentazione o integratori.
Ad alto dosaggio la vitamina C cambia comportamento. A concentrazioni molto elevate, raggiungibili solo per via endovenosa, da antiossidante diventa pro-ossidante: favorisce la formazione di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), la stessa molecola che le cellule del sistema immunitario producono per difendersi dagli agenti esterni. È questo effetto, assente con le dosi orali, a rendere la vitamina C ad alto dosaggio un trattamento diverso dalla semplice integrazione e un tema attivo di ricerca.
Nel mio studio propongo la flebo di vitamina C all’interno di un percorso di medicina preventiva e integrativa, insieme alle altre flebo vitaminiche. Dosaggio e frequenza vengono definiti dopo la valutazione clinica e gli esami necessari. Quando indicato, la seduta può essere abbinata alla laser terapia endovena.
Le informazioni contenute in questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica. Ogni trattamento viene indicato solo dopo visita e raccolta anamnestica.
Quando viene proposta
- A supporto delle difese immunitarie, ad esempio nei cambi di stagione
- In periodi di stanchezza, stress intenso o recupero dopo una convalescenza
- Come supporto antiossidante nei percorsi di medicina preventiva
- In chi ha un fabbisogno aumentato, ad esempio i fumatori
- Come supporto nelle persone in trattamento oncologico, in accordo con l’oncologo curante
Vitamina C ad alto dosaggio e supporto in ambito oncologico
La vitamina C ad alto dosaggio per via endovenosa è oggetto di studi clinici come supporto alle persone in trattamento oncologico, in affiancamento a chemioterapia e radioterapia. La ricerca si concentra soprattutto sulla tollerabilità delle terapie e sulla qualità della vita durante le cure, per esempio sulla stanchezza. Si tratta in gran parte di studi di fase iniziale.
Per questo nel mio studio la propongo come supporto, mai in alternativa alle cure oncologiche, e sempre in accordo con l’oncologo curante. Alcuni farmaci oncologici possono interagire con le alte dosi di vitamina C: tempi, dosaggi e compatibilità con il piano di cura vengono concordati caso per caso.
Come funziona una seduta
Prima visita conoscitiva con anamnesi, per capire se e come impostare il percorso. La seduta dura indicativamente 30-60 minuti, in base al dosaggio, durante i quali resti comodamente seduto o disteso. Numero e frequenza delle sedute vengono definiti dopo la valutazione. Segue un follow-up per valutare i risultati.
Domande frequenti
La flebo di vitamina C fa male?
No, si avverte solo la puntura dell’accesso venoso, come per un normale prelievo. L’infusione in sé non è dolorosa.
Quanto dura una seduta?
Indicativamente 30-60 minuti, a seconda del dosaggio.
Si può fare durante la chemioterapia o la radioterapia?
Solo dopo valutazione clinica e in accordo con l’oncologo curante, che conosce il piano di cura. Alcuni farmaci oncologici possono interagire con le alte dosi di vitamina C, per questo tempi e compatibilità vengono definiti caso per caso.
La vitamina C ad alto dosaggio cura i tumori?
No. È studiata come supporto durante le cure, non come terapia antitumorale, e non sostituisce in alcun modo chemioterapia, radioterapia o altri trattamenti oncologici.
Quante sedute servono?
Il numero e la frequenza vengono definiti dopo la visita, in base all’obiettivo e allo stato di salute.
È sicura?
Se eseguita da personale medico, dopo valutazione clinica, esami preliminari e con prodotti tracciabili, è generalmente ben tollerata.
Ci sono controindicazioni?
Sì. Tra le principali ci sono il deficit di G6PD, l’insufficienza renale, una storia di calcoli renali, la gravidanza e l’allattamento. Chi usa il glucometro da dito deve sapere che, nelle ore successive all’infusione, può mostrare valori di glicemia falsamente alti. Tutte le controindicazioni vengono verificate in visita.
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